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PREMESSA ALLA SECONDA EDIZIONE

Esaurite tutte le copie della prima edizione della Storia di Santa Maria della Strada, ho voluto prepararne una seconda, ampliata e arricchita di notizie acquisite in quest’ultimo decennio. Ho voluto impegnarmi in questo lavoro, benchè appesantito dagli anni e dagli acciacchi, perchè sollecitato da intenti diversi, due dei quali, stando alla base degli altri, meritano di essere illustrati in questa breve premessa.
Il primo prende origine dall’amore per la storia e per le sue espressioni più belle. Dopo la pubblicazione del mio primo lavoro, gli studi e le ricerche sul tempio di Santa Maria della Strada sono continuati con maggiore fervore, perché fossero sempre più certi i momenti basilari della nascita di questo autentico gioiello di arte romanica.

Studiosi di arte e uomini di cultura, infatti, hanno voluto arricchire, con le loro opere, la bibliografia del monumento. Io, naturalmente, ho seguito con trepida ansia queste ricerche, partecipandovi con il mio modesto contributo. A questo punto ho voluto raccogliere i faticosi passi in avanti, compiuti da me e dai tanti e più illustri uomini di cultura ai quali farò espliciti riferimenti più avanti sulla storia di Santa Maria della Strada, per l’amore che ho per la storia e per la mia terra. Il secondo intento è nelle premesse sulle quali ho avuto la fortuna di poter impostare la mia vita. In questa società alienata e alienante, in cui sembra che ogni valore sia svuotato di significato, in cui l’uomo cinicamente e con rassegnazione va incontro alla sua completa e vuota disintegrazione, c’è bisogno di ritrovare un po’ di speranza. Per chi ha trascorso una vita nella speranza può essere facile dire agli altri cercatela nella Fede, ma questo, oggi, in apparenza, sarebbe privo di credibilità, perchè le parole non bastano, anzi non servono più. Ecco quindi che la bellezza estetica, il fascino misterioso, la pace di questo tempio dedicato alla Vergine Maria può, in silenzio e nello stesso tempo imperiosamente, additarci la strada che porta all’unica e sola speranza che abbiamo bisogno di ritrovare.

Frugando fra le pieghe oscure della storia di questo monumento è come se frugassimo sotto le incrostazioni terrene che ci appesantiscono.
Per ciò in questo faro di arte molisana che soddisfa la nostra sensibilità estetica possiamo senz’altro trovare un faro di luce che illumini e soddisfi la nostra continua ricerca della Verità.

P. Emilio da Matrice