Piano d'azione
Obiettivi
Obiettivi

Strategia

Punti di Forza

Misure

L'obiettivo prioritario del Patto Territoriale del Matese per l'Occupazione si conferma essere quello di sfruttare al meglio i punti di forza dell’area P.T.O. Matese in maniera da pervenire alla completa valorizzazione delle potenzialità dell'area sia nei settori in qualche modo vocazionali del territorio sia in comparti "nuovi" e potenzialmente suscettibili di nuove occasioni di sviluppo e di lavoro. 

A tale proposito, l’obiettivo che si pongono i promotori del Patto è quello di pervenire alla creazione a regime di circa 600 nuovi posti di lavoro riferiti alle attività economiche generate o ascrivibili direttamente al Patto nell’area. A tale cifra vanno naturalmente sommati gli effetti occupazionali indiretti e quelli di breve periodo riconducibili alle attività di "cantiere" delle iniziative produttive o infrastrutturali previste nel Piano di Azione.

Il perseguimento di tali obiettivi passa attraverso una strategia incentrata essenzialmente sull'accrescimento complessivo del tasso di imprenditorialità nell'area, l'unica in grado di coniugare il pieno dispiegamento delle capacità presenti sul territorio, in tutte le loro articolazioni dimensionali e settoriali, a un consistente e duraturo incremento della base occupazionale.

L'assunto di base di tale impostazione, che può apparire a prima vista "banale" ma su cui esiste massima condivisione tra tutti gli attori locali del Partenariato, è che le nuove occasioni di lavoro per la popolazione dell'area si creano solo favorendo lo sviluppo su basi imprenditoriali di nuove attività e il consolidamento di quelle esistenti - siano esse nel sociale e nei servizi che nel manifatturiero - in una logica di costante e severa attenzione alle esigenze, alle dinamiche e alle potenzialità della domanda nei rispettivi mercati di riferimento. Si tratta di un approccio fortemente innovativo per l'area (laddove si pensi alle modalità di formazione del prodotto e ai contributi che ne danno i diversi settori anche in termini di occupazione), ma anche e soprattutto obbligato. Gli stringenti vincoli di bilancio a tutti i livelli, l'elevatissima incidenza dell'occupazione nella Pubblica Amministrazione, l'altrettanto elevata quota di reddito costituita dai trasferimenti statali unitamente a gravi e specifiche situazioni di crisi settoriali e congiunturali, non permettono infatti "scorciatoie" per evitare i rischi di una complessiva involuzione socio-economica dell'area Patto. 

D’altronde se il rapporto tra stringenti vincoli del bilancio pubblico ed elevata incidenza dell’occupazione nella pubblica amministrazione non può che creare forte pressione sul mercato del lavoro, il Piano d’Azione del Patto intende comprendere nel suo obiettivo di ricerca prioritaria dell’opportunità imprenditoriale alcuni segnali connessi con il trend negativo della capacità occupazionale del settore pubblico quali: una costante crescita del lavoro autonomo quale opzione di inserimento professionale, una maggior rilevanza della modalità organizzativa del terzo settore per l’offerta di servizi, soprattutto per il miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente, altrimenti sopperiti dalle amministrazioni pubbliche o, in condizioni diverse, dalle imprese private. In questa situazione si intravvedono significative possibilità di stimolare e sostenere iniziative private, giovanili, indipendenti a elevato potenziale occupazionale, buona qualificazione professionale, alta resa sociale, forte impatto locale. Ciò potrebbe contribuire da un lato allo sviluppo e alla creazione di occupazione e, dall'altro al miglioramento complessivo della qualità della vita per la popolazione dell'area in virtù dei particolari bisogni che vengono soddisfatti da queste nuove attività. 

Resta comunque forte nel Partenariato la consapevolezza della sempre più scarsa "attrattività" dell'area, anche nei confronti dell'esterno, che si traduce in una forte attenzione alla rimozione delle strozzature e dei nodi che a vari livelli si frappongono alla creazione di un habitat incentivante per favorire le nuove localizzazioni e lo sviluppo delle intraprese. 

La trasposizione operativa di quest'impostazione strategica, coerentemente con quanto previsto nell’ambito del Programma Operativo Multiregionale (P.O.M.) "Sviluppo Locale" in corso di redazione da parte del Ministero del Bilancio italiano, impone che per il raggiungimento dell'obiettivo si intervenga in maniera integrata su tutti e tre i fattori che condizionano lo sviluppo del territorio: le risorse umane, le dotazioni ambientali, infrastrutturali materiali ed immateriali, la capacità di investimento. 


     
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